La struttura su cui ha sviluppato chilazzi su chilazzi di "beef" densissimo e striato forse non è delle migliori; va comunque detto che il blocco braccia/spalle e gli arti inferiori sono semplicemente impressionanti. Se petto e schiena fossero stati un pelino più sviluppati (non che siano piccoli, per carità; semplicemente non all'altezza del resto), e la vita più stretta, credo sarebbe stato spettacolare.
martedì 23 settembre 2014
sabato 20 settembre 2014
Die Hard: falsi miti sull'estate
Il post di oggi vuole (o, almeno, ci prova) mettere a tacere, una volta
per tutte, il vecchio mito della massa invernale. Nel corso degli anni
mi è capitato di parlare con parecchi ragazzi il cui obiettivo invernale
era diventare "più grossi". L'aumento della massa muscolare durante i
mesi freddi sembra essere la costante dell'approccio di chiunque si
alleni con i pesi. In realtà, il periodo primaverile, estivo e di inizio
autunno rappresenta il lasso di tempo
migliore per le fasi di "bulk", visto il favorevole equilibrio ormonale.
Per tutti coloro che si allenano con in mente degli obiettivi, quindi,
la soluzione è semplice. Ma allora perché ancora oggi ci si ostina alla
massa invernale? È presto detto: per gli agonisti, il periodo estivo
viene a coincidere necessariamente con la fase di definizione, perché
parecchi degli appuntamenti "on stage" si concentrano nei mesi caldi;
per chi agonista non è, il periodo estivo diventa comunque il banco di
prova per mettere giustamente in mostra il frutto dei sacrifici fatti
nei mesi precedenti, mostrando un fisico definito ed in forma. Molte
delle persone che ho conosciuto confondono una generica perdita di peso,
riscontrata nel periodo estivo, con una migliorata definizione, che
corrisponde ad una diminuzione dei livelli di grasso corporeo. Si crede
erroneamente che si dimagrisca per il caldo, quando invece al massimo le
alte temperature possono indurre a consumare quantitativi meno ingenti
di cibo, che portano inevitabilmente ad un peso corporeo inferiore (non
necessariamente soltanto a meno grasso). Solitamente, l'estate è il
periodo delle ferie, delle vacanze: ecco allora interminabili giornate a
mare o comunque lontane dai rutilanti ritmi cittadini, godibilissime e
necessarie a rigenerarsi, per carità, ma che spesso ci portano a
tralasciare e dimenticare la nostra imprescindibile necessità di
organizzare i pasti giornalieri. Si inizia a saltare così gli
appuntamenti con i nostri amati nutrienti, accontentandosi spesso di un
ghiacciolo o di un immondo panino divorato al volo. Per non parlare poi
degli orari proibitivi, che stravolgono i normali ritmi circadiani,
ostacolando il recupero (sappiamo bene quanto il nostro corpo abbia
bisogno di un sonno davvero ristoratore). Insomma, uno scenario
tutt'altro che confortante per i nostri amati muscoli, tanto duramente
guadagnati quanto facilmente persi. Il consiglio che mi sento di darvi
per il periodo estivo è provare a sostituire un paio di pasti con della
frutta, facile da reperire e portare ovunque con sé, alla quale
aggiungere delle compresse di aminoacidi essenziali. Questo dovrebbe
permettervi di assicurarvi le vitamine ed i minerali di cui avete
bisogno, insieme ad una buona idratazione, ed il patrimonio azotato
tanto anelato dai vostri muscoli. Spero di aver fugato i vostri dubbi...
giovedì 18 settembre 2014
Superset e set composti
Oggi prenderò in esame due principi d'allenamento: i superset ed i set
composti. Il motivo per cui ho deciso di effettuare una trattazione
unitaria di questi due differenti principi è che, molto spesso,
erroneamente Il termine superset viene usato come sinonimo di set
composto. Fermo restando che entrambe sono delle tecniche ad alta
intensità e che entrambe prevedono l'esecuzione in sequenza di un set di
due differenti esercizi, si ha comunque una sostanziale differenza: il
superset contempla l'accoppiata di due
esercizi per gruppi muscolari antagonisti (si pensi ad una serie di
panca piana immediatamente seguita da una di rematore a busto piegato,
ad esempio); mentre il set composto è davvero tale quando si susseguono
due esercizi differenti, ma per lo stesso gruppo muscolare (una serie di
spinte in basso ai cavi dopo una serie di french press). Il set
composto solitamente può essere costituito:
- da due esercizi composti
- da un esercizio composto e da uno di isolamento
- da due esercizi di isolamento
- da un esercizio di isolamento e da uno composto (in quest'ultimo caso, viene anche incorporato il preaffaticamento). Spero che questo post sia stato di vostro gradimento, vi auguro un buon inizio di settimana.
- da due esercizi composti
- da un esercizio composto e da uno di isolamento
- da due esercizi di isolamento
- da un esercizio di isolamento e da uno composto (in quest'ultimo caso, viene anche incorporato il preaffaticamento). Spero che questo post sia stato di vostro gradimento, vi auguro un buon inizio di settimana.
martedì 16 settembre 2014
Bodybuilding ed amicizia
Mi rendo conto che il post di oggi, ad una prima lettura, possa sembrare
un allontanarsi dalle questioni riguardanti il bodybuilding più in
generale, per abbracciare invece una sfera sicuramente più personale ed
"affettiva", magari priva di un qualsiasi interesse pratico per chi mi
segue. Ma vi assicuro che così non è. Quello che voglio sottolineare con
quanto sto scrivendo (e con la foto in allegato) è, ancora una volta,
che i risultati, quelli veri, si possono ottenere anche
con una preparazione totalmente "natural". E quando parlo di risultati
non sto restringendo il cerchio al semplice chiletto di grasso perso dal
sedentario dopo un mese dall'inizio degli allenamenti, né mi sto
riferendo alla signora cinquantenne che migliora il tono dei propri
tricipiti con dei buoni allenamenti in palestra (sia ben chiaro,
assoluto rispetto per entrambi gli esempi sopra citati). Parlo di
qualcosa che si eleva notevolmente dalla media (e, spesso, mediocrità)
che siam soliti vedere nelle palestre; parlo di risultati che ti fanno
strabuzzare gli occhi ed esclamare un lapidario, ma estremamente
esplicativo: "Cazzo!". Mi sentirei offensivo nei confronti
dell'intelligenza dei miei lettori, anche solo accennando all'importanza
di una genetica favorevole alla muscolazione. La capacità di diventare
Ronnie Coleman ce l'hai scritta nel DNA, neanche tutta la caparbietà e
competenza di questo mondo potrà aiutarti se Madre Natura non ti ha
voluto regalare bei quantitativi di fibra bianca. Questo non vuol dire
certo rassegnarsi, tutt'altro: prendere coscienza dei propri limiti
significa saperli "cavalcare" e sfruttare a proprio vantaggio, piuttosto
che limitarsi a inseguire chimere irrealizzabili.
Il nostro obiettivo è però inquadrabile soltanto quando, tra ciò che abbiamo fatto a monte ed i risultati raggiunti, si instaura un inscindibile rapporto di causa/effetto. Quando questo dovesse venire a mancare, e alla causalità si sostituisse la casualità, allora il nostro obiettivo diventa la classica "luce alla fine del tunnel: puoi vederlo, percepirlo, ma diventa impossibile da raggiungere.
Con Saro, il ragazzo nella foto, è stato un continuo rapporto causa/effetto: si è fidato perché mi ha conosciuto prima, e ha ascoltato consigli e critiche (sempre costruttive) perché si è fidato. Abbiamo analizzato insieme cosa migliorare, e come farlo. Nessuna "forzatura" alle sue intrinseche caratteristiche fisiche è stata perpetrata, anzi: il "timone" veniva continuamente guidato dai feedback, positivi o negativi, che ci restituiva il suo corpo in merito ad allenamento, dieta ed integrazione. In meno di un mese di lavoro insieme si è raggiunto un traguardo insperato, concretizzatosi in un'esperienza elettrizzante per entrambi. Spero che questo lungo post, poco tecnico ma molto incentivante, possa costituire materiale di riflessione per voi tutti...
Il nostro obiettivo è però inquadrabile soltanto quando, tra ciò che abbiamo fatto a monte ed i risultati raggiunti, si instaura un inscindibile rapporto di causa/effetto. Quando questo dovesse venire a mancare, e alla causalità si sostituisse la casualità, allora il nostro obiettivo diventa la classica "luce alla fine del tunnel: puoi vederlo, percepirlo, ma diventa impossibile da raggiungere.
Con Saro, il ragazzo nella foto, è stato un continuo rapporto causa/effetto: si è fidato perché mi ha conosciuto prima, e ha ascoltato consigli e critiche (sempre costruttive) perché si è fidato. Abbiamo analizzato insieme cosa migliorare, e come farlo. Nessuna "forzatura" alle sue intrinseche caratteristiche fisiche è stata perpetrata, anzi: il "timone" veniva continuamente guidato dai feedback, positivi o negativi, che ci restituiva il suo corpo in merito ad allenamento, dieta ed integrazione. In meno di un mese di lavoro insieme si è raggiunto un traguardo insperato, concretizzatosi in un'esperienza elettrizzante per entrambi. Spero che questo lungo post, poco tecnico ma molto incentivante, possa costituire materiale di riflessione per voi tutti...
domenica 14 settembre 2014
La personalizzazione dell'allenamento
Le sagge parole di Francesco Currò diventano humus per una mia riflessione: l'accontentarsi sta diventando una "conditio sine qua non" di tutti quei pacchetti di abbonamenti venduti nella stragrande maggioranza delle palestre! Non si cerca più il risultato eclatante, lo sfidare i propri limiti ad ogni sessione d'allenamento; ci si pasce nella (e della) mediocrità, facendosici bastare qualcosa di molto vicino allo zero assoluto, in termini di tangibilità del risultato raggiunto. Schede "preconfezionate" a iosa, che van bene per me, per te, per il cinquantenne signor Rossi "arrugginito" dalla sedentarietà e per l'ultrasessantenne signora Filomena con problemi di "polistirolo" alto. La mancanza di
personalizzazione non investe solo l'aspetto allenante, ma si insinua strisciante anche nell'ambito alimentare ed in quello della supplementazione. "Copia e incolla" di piani alimentari, tutti bellissimi sulla carta ma che niente hanno a che vedere con le reali esigenze dell'atleta/persona interessata; passaparola da "casco della parrucchiera" che son tutto fuorchè basati su studi scientifici e che continuano a perpetrarsi a mo' di leggende metropolitane nelle palestre. La presenza e la guida di un trainer/preparatore competente e qualificato, che sia in grado di curare tutti gli aspetti della preprazione (sempre indissolubilmente legati tra di loro), è
indispensabile, se volete salute e risultati in egual misura. Non crediate di farla franca, chiedendo una scheda all'assistente di sala ed una dieta "per la massa" al vostro medico di famiglia. NON FUNZIONA COSì! Il dilagare di una mentalità accomodante lo trovavo, purtroppo, anche in tanti miei clienti quando mi chiedevano "La proteina più potente che ci sia" oppure "La creatina che fa crescere di più i muscoli": nascondersi dietro il cerino non serve a niente! Il body building è uno degli sport forse meno "fisiologici" in assoluto: il mantenimento ed accrescimento di masse muscolari spesso "inutili" da un punto di vista funzionale, o il raggiungimento di percentuali di grasso corporeo ai limiti dell'ipotermia, non sono condizioni che si comprano con polveri o capsule presenti in un negozio di integratori (o peggio,
in una farmacia, e chi ha orecchie per intendere, intenda...). La comprensione di determinate dinamiche metaboliche, meccaniche ed ormonali è imprescindibile, quando si vuol fare tutto nel massimo rispetto della sicurezza. L'angolo del "fai da te" riservatelo al vostro garage, la domenica mattina...
COME IMPOSTARE SCIENTIFICAMENTE UN ALLENAMENTOParliamoci chiaro, da parecchio tempo a questa parte si fa un gran...
Posted by Mission Evolution Sport on Sabato 4 gennaio 2014
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