sabato 13 settembre 2014

L'importanza dell'acqua

L'acqua, cristo santo, l'aaacquaaaa! Ma c'è ancora bisogno di sottolinearne l'importanza? Al di là delle peculiarità brucia-grassi individuate nello studio riportato nel post, abbiamo ancora bisogno del semplice "contentino lipolitico" per decidere di berne di più? Mantenersi ben idratati offre solo vantaggi, lo capirebbe anche un bambino, ed ogni qualvolta sentiamo lo stimolo delle sete in realtà siam già leggermente disidratati. E poi c'è ancora chi, durante l'allenamento, riesce a consumare appena per metà una bottiglietta da 500 ml. Ma come si fa?

L'acqua...fa dimagrire?Lo ammetto, il titolo ha l'aria d'esser una bufala o un pretesto per farsi beffa d'alcune...
Posted by United Colors of Muscles on Domenica 7 settembre 2014

mercoledì 10 settembre 2014

Le calorie non sono tutto

Troppo spesso sento parlare, in termini meramente quantitativi, di tutte quelle variabili che favoriscono ed attestano la crescita muscolare. Una di queste è sicuramente l'approccio alla dieta: il rapportarsi al cibo è ancora accostabile al far di conto con un pallottoliere (aggiungo uno, tolgo due, etc.). Se la quantità delle calorie ingerite e/o consumate è uno dei markers che pone un paletto lungo il cammino verso l'ipertrofia (o la lipolisi, in base al nostro obiettivo), è anche vero che non è il solo aspetto da prendere considerazione. Spesse volte ho sentito dire: "Consumo solo 1500 calorie, e rimango grasso" oppure "Non riesco a crescere neanche con 4000 calorie al giorno". Sovente, trascuriamo il fatto che, a parità di calorie, la scelta e la ripartizione dei macronutrienti da cui esse derivano genera comunque degli esiti differenti, a secondo del fisico di ognuno. La scienza della nutrizione ha fatto passi da gigante da quando stipare calorie all'inverosimile (o, viceversa, tagliarle in maniera indiscriminata) era l'unico modo per variare la propria composizione corporea. Si tralascia troppo spesso, ad esempio, che il "timing" di taluni nutrienti possa determinare la differenza tra lo sfruttare un certo alimento a nostro vantaggio, ed il farcelo nemico. Massimizzare l'assimilazione, e non aumentare a dismisura l'apporto calorico, deve essere il nostro obiettivo principale: il minimo dello scarto col massimo della resa. Per esperienza, posso dire che le fasi di "bulk" esasperato funzionano solo per pochi, pochissimi eletti. Il perseguimento dell' "inmaialamento" per poi far del nostro corpo un'opera d'arte è roba d'altri tempi, datata come il parruccone cotonato della Rettore negli anni '80. Ci stava 30 anni fa, con la bestialità e la disinformazione imperante, non oggi. Allo stesso modo, rimpinzarsi solo di petto di pollo per diminuire la massa grassa è da capre, e l'unica "definizione" che otterremo è quella di minchione, da parte di chi certi argomenti li "mastica" davvero (non avrei potuto scegliere termine migliore). Lo stakanovismo alimentare, lungi dal renderci dei martiri della dieta, mortifica le necessità del nostro organismo, senza costituire un valore aggiunto alla nostra condizione fisica.
Un altro fattore importante è l'impatto ormonale che un cibo ha sul nostro corpo: stimolare un picco insulinico in una particolare condizione significa giocarsi l'asso nella manica; in tutt'altra situazione (magari con un obiettivo diametralmente opposto a quello dell'amico che si è abboffato di riso dopo l'allenamento) può essere una scelta scellerata.
Ho qui sopra elencato soltanto due degli aspetti che, nella mia limitatissima conoscenza dei fenomeni metabolici, reputo di gran lunga più vincolanti che il semplice computo giornaliero delle calorie al fine di raggiungere il fisico agognato, ma ce ne sarebbero diversi altri. Smettiamola di ragionare per luoghi comuni ("Non posso ASSOLUTAMENTE mangiare carboidrati dopo le 18.00!" oppure "Se non mangio ogni due ore perdo massa muscolare." Maddechè? Ma per favore...) ed impariamo a conoscere il nostro corpo. Studiamo... e studiamoCI!

domenica 7 settembre 2014

Supplementazione specifica per l'mTOR

Che la leucina e gli aminoacidi essenziali stimolassero la sintesi proteica, questo era ormai ben noto. Che prodotti alcalinizzanti ed omega 3 rappresentassero la base salutistica su cui dovrebbe poggiare la supplementazione di qualsiasi atleta, anche questo era risaputo. Quello che ancora una volta mi preme sottolineare è come, inevitabilmente, il nostro corpo "scelga" di farsi influenzare da ciò che lo fa sentire bene, subordinando (sempre in maniera fisiologica) l'esigenza estetica a quella salutistica. Rispetta ciò che di più insostituibile tu hai; ti ripagherà dandoti quello cui aspiri.

SUPPLEMENTAZIONE SPECIFICA PER STIMOLARE L’mTOR... il gene dei muscoli L’ m-TOR è una protein-chinasi che ha...
Posted by Mission Evolution Sport on Domenica 22 giugno 2014

mercoledì 3 settembre 2014

Salubrità del bodybuilding: vera o presunta

Oggi riflettevo sulla presunta salubrità dello stile di vita di chi si dedica al bodybuilding. Non facciamo altro che vantarci di non mangiare "porcherie", di evitare il junk food come la peste. Sdoganiamo fieramente di non fumare e non bere e di andare a letto presto, cercando di dormire le canoniche otto ore a notte e favorire il recupero e la crescita muscolare. Ci manca solo professare l'astinenza sessuale, smettere di usare l'auto per ridurre l'emissione di Co2 e siamo pronti per la beatificazione. Ma non credo sia tutto oro quel che luccica. In primis, lo sport cui ci dedichiamo è antifisiologia allo stato puro: quale altro sport postula il massimo aumento della massa muscolare e, di contro, l'abbassamento del grasso corporeo fino a livelli da rischio ipotermia? Solo il nostro, e dobbiamo ricordarci che parliamo di una massa muscolare che ha finalità puramente estetiche e di un grasso corporeo che (entro certi limiti, ovviamente) ha un'importanza vitale. E che dire, poi, dei nostri organi emuntori, costantemente costretti a fare gli straordinari, digerendo cibo e metabolizzando nutrienti, senza contare le scorie che hanno il compito di espellere e filtrare? Per non parlare delle nostre mandibole e dei nostri denti, che h/24 si trovano a ricoprire il ruolo di tritatutto. O forse debbo parlare delle nostre articolazioni, tendini e legamenti, che, durante tutti gli anni d'allenamento, debbono sopportare la tortura di centinaia di chili, mossi ripetutamente per infinite ripetizioni? Credo abbiate ampiamente compreso il senso del mio discorso. So che può sembrare un controsenso, vedere argomentato così il bodybuilding, su una pagina che parla di allenamento, alimentazione e supplementazione. Il messaggio che, però, vorrei che giungesse è sostanzialmente uno: i risultati si possono raggiungere nel pieno rispetto della nostra salute, se la condotta seguita nell'allenarsi e nel mangiare riesce a ricalcare, il più fedelmente possibile, il rispetto delle necessità del nostro corpo. Cerchiamo di far sì che il compromesso cui stiamo scendendo sia il più piccolo possibile. Buon allenamento...

lunedì 1 settembre 2014

Integratori proteici: alcuni criteri per l'assunzione

Comprare (e, di conseguenza, integrare nella propria alimentazione) proteine in polvere (o idrolizzati proteici in compresse) non è come obliterare il biglietto del treno. Non basta convalidare la corsa, sedersi e godersi il paesaggio; è richiesto un minimo di dinamismo mentale che vi spinga a chiedervi: "Quanto? Quando? Perché? Per quanto tempo?". È necessario in primis capire quale debba essere l'introito proteico (si badi bene che parlo di quello complessivo giornaliero, non di quello evinto soltanto dal supplemento). Sembra una cosa scontata, ma per molti non lo è ancora. Una volta compreso ciò, è cosa buona e giusta capire quanto si può prendere dal cibo solido e quanto vada introitato con l'integratore; solo allora capirete se sia più indicato per le vostre esigenze uno, due, tre, o mezzo misurino (o una, due, o venti compresse) al giorno. Molteplici sono i fattori che regolano il nostro fabbisogno proteico, alcuni dei quali riportati di seguito:
A) sesso [non quanto ne facciate, né quanto l'abbiate lungo!]
B) età
C) anzianità di allenamento e massa muscolare "sedimentata" negli anni (un conto è essere un ossuto adolescente di 50 kg. che si allena da un mese 3 volte a settimana, e tutt'altra cosa è essere un professionista di 120 kg. - "chemically enhanced" - che si allena da 15 anni 6 volte a settimana)
D) rapporto delle proteine con gli altri macro (ciò significa che, se non vi è progressione, non necessariamente è colpa delle proteine troppo basse). Date un'occhiata ai carbo ed ai troppo spesso vituperati grassi.
Evitate di attenervi ad un approccio che i latini non avrebbero esitato a definire "ad cazzum": i consigli del compagno di panca 10 volte su 10 si basano sul semplice sentito dire! In palestra mi capita troppo spesso di incontrare persone che neanche sanno perché stiano consumando un determinato supplemento. Il risultato deve essere sempre figlio della causalità, non della casualità.

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Quanto espresso in questo blog è da intendersi come opinione personale dell'Autore, che non sarà considerato IN ALCUN MODO responsabile di un uso errato e/o arbitrario delle nozioni/informazioni qui riportate.
Prima di seguire un qualsiasi programma nutrizionale e di allenamento, consultate sempre il vostro medico.

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