venerdì 7 novembre 2014

Integrazione consapevole

I primi post riguardanti l'integrazione hanno parlato di proteine in polvere, BCAA, EAA, creatina e glutammina; e tutto ciò non certo per puro caso. Questi cinque supplementi, infatti, non solo sono i più venduti ed i più conosciuti dal grande pubblico (eccezion fatta, forse, per gli aminoacidi essenziali, dei quali spesso si sconosce la funzione e l'esatta posologia), ma sono anche quelli sorretti, in assoluto, dal maggior numero di studi scientifici che ne attesti l'efficacia e l'utilità. Questi integratori funzionano e sono venduti per un semplicissimo motivo: sono e rimarranno sempre le basi dell'integrazione sportiva (ricordate che stiamo parlando di bodybuilding). Provate ad immaginare la supplementazione come una piramide: in basso, la base è costituita da determinati integratori, e man mano che si sale ci si sposta verso esigenze sempre più specifiche. Trascurare la “base” della piramide per passare ai “piani superiori”, è un po' come tirare la coperta da un lato per scoprire i piedi dall'altro. Via libera (ovviamente, sempre che ne abbiate DAVVERO bisogno) quindi ad integratori come arginina, beta-alanina, citrullina e termogenici vari, fermo restando che i bisogni di base andrebbero sempre e comunque soddisfatti. Il consiglio che mi sento di darvi è sostanzialmente quello di evitare di utilizzare, nello stesso periodo, cinque, sei o più integratori insieme: così facendo non capirete cosa sta davvero funzionando e cosa, di contro, non faccia al caso vostro. Iniziate con due, massimo tre prodotti, e da lì (in base alle esigenze dettate da allenamento e dieta che dovranno sempre svilupparsi di pari passo), valuterete se aggiungere o cambiare qualcosa. Integrate... con la testa!

giovedì 6 novembre 2014

La glutammina

La glutammina è un aminoacido non essenziale che il nostro organismo, in situazioni normali, è in grado di produrre in maniera regolare. E' l'aminoacido più abbondante nella nostra muscolatura, rappresentando circa il 60% del patrimonio aminoacidico totale. E' stato definito un aminoacido parzialmente condizionante nel senso che, in particolari condizioni di stress psico-fisico, una sua integrazione può essere cruciale, dato che il nostro corpo ne richiede un’elevata quantità. Infatti, la glutammina è ampiamente impiegata dal sistema immunitario e dall’intestino per rimanere in buona salute, e nei momenti in cui la produzione endogena non riesce a far fronte a queste richieste solitamente è la glutammina muscolare a farne le spese (con conseguente calo della performance). E' inoltre l’unico aminoacido in grado di passare intatto la barriera emato-encefalica favorendo la concentrazione (questo ne fa un “asso nella manica” per gli studenti e tutti quelli che conducono ritmi di vita estremamente frenetici). La glutammina è un ottimo volumizzatore muscolare (grazie alla sua capacità di attirare acqua nella cellula muscolare, condizione che – come avevamo visto per la creatina – è l' “anticamera” della vera e propria crescita muscolare), favorisce la sintesi proteica, migliora la concentrazione di leucina nei muscoli, riduce l'affaticamento muscolare grazie all'azione tampone nei confronti dell'acido lattico e ha anche una funzione anticatabolica (è uno degli integratori ideali nelle diete "low carb" per la sua capacità di mantenere la pienezza e durezza muscolare). E proprio relativamente alle diete “low carb”, è importante notare che la glutammina riesce anche ad espletare un'importante azione energetica. E' stato inoltre dimostrato che bassi livelli ematici di glutammina inibiscono la produzione endogena di GH. Un'altra importante peculiarità della glutammina è la capacità di favorire la detossificazione dall'ammoniaca, una sostanza tossica derivante dal metabolismo proteico. Per risolvere il problema della scarsa stabilità della glutammina e il fatto che sia largamente assorbita dal sistema immunitario e dall’intestino, si è ricorso alla glutammina peptidica (ottenuta dal germe di grano), in grado di avere un’azione più marcata sulla muscolatura. Negli ultimi anni sono state immesse sul mercato innumerevoli forme di glutammina, anch’esse più stabili della classica L-Glutammina grazie ad un legame con sali o gruppi estere: glutammina AKG, glutammina malato, glutammina etil estere, N-acetil-L-glutammina, L-alanil-L-glutammina, etc.
In seguito a quanto detto sopra, i momenti migliori per assumere la glutammina sono almeno quattro: appena alzati, pre e post-workout, e la sera prima di andare a dormire.


martedì 4 novembre 2014

Paventata pericolosità della dieta iperproteica

Di prove scientifiche che le diete iperproteiche (ovviamente, è sempre da stabilire per chi, ed -iper- in rapporto a cosa!), in un individuo SANO, fossero dannose, non ne esistevano. Ma l'oscurantismo di una certa classe medica ha, da sempre, elevato a quasi mortale un introito proteico superiore ad una teorica "media". Vi posto qui l'articolo di Marco Di Ruscio, tratto da UCoM: la prossima volta che vi diranno "le proteine fan male", potete sbattere loro sul grugno questi dati qui.

UCoM marco di ruscioQuando un medico o un "esperto" (esperienza diretta) continua a diffondere false e infondate...
Posted by United Colors of Muscles on Martedì 28 ottobre 2014

domenica 2 novembre 2014

La paleo dieta

Inizio la rubrica dedicata alle differenti tipologie alimentari con un approccio che ha fatto, negli ultimi anni, parecchio parlare di sè presso gli amanti del bodybuilding, dividendoli quasi in due opposte fazioni: oltranzisti della paleo e detrattori, integralisti della bistecca e paleoscettici, e chi più ne ha più ne metta. Innanzitutto, secondo un mio modestissimo parere, la paleo non è assolutamente una dieta, ma molto più semplicemente una lista di cibi dalla quale attingere. Viene totalmente abbandonato il concetto di cibo introdotto, con chirurgica regolarità, ogni 2 ore e mezza/3 ore, ed inoltre anche il dogma delle porzioni pesate (e soppesate) fino all'ultimo grammo/caloria viene scardinato. Si mangia a sazietà, e solo quando se ne ha voglia. Questi due punti di sicuro la allontanano dalla concezione di dieta solitamente intesa. Ma andiamo con ordine. La paleo si basa sul concetto che, fino a circa 10.000 anni fa, l'uomo primitivo godeva di uno stato di salute di gran lunga migliore di quello che oggi potrebbe essere mediamente definito “stare bene”, ed inoltre godeva di masse muscolari in grado di far invidia ad un peso medio. L'incidenza di malattie degenerative sembrava essere molto più bassa dell'attuale; poi poco contava se a 25 anni finivi divorato da una tigre dai denti a sciabola (cazzi tuoi!). Muscoli e salute, insomma, e sembra che tutto dipendesse dal modo in cui i nostri “nonni” mangiavano: cacciatori che divoravano tanta carne e pesce, meritata ricompensa di estenuanti battute di caccia e di pesca, il tutto accompagnato da tuberi, vegetali, bacche, semi e frutta oleosa (nella paleo attuale sono concesse anche le uova e l'olio extravergine). Per quanto riguarda i cibi vietati: riso, pasta, cereali, legumi, carboidrati “di mano umana” e zucchero, latticini in genere. Il passaggio dal nomade allo stanziale comportò anche un cambiamento delle abitudini alimentari: nacque l'agricoltura, e l'incertezza delle battute di caccia venne sostituita dalla rassicurante presenza dei cereali. Se però questo da un lato garantiva cibo in qualsiasi periodo dell'anno, dall'altro (sempre secondo l'orientamento paleo) iniziò a generare intolleranze, allergie, malattie. Al di là del fascino folkloristico che determinati orientamenti possono generare, va detto che l'estremizzazione non porta mai a nulla di buono. Per quel che mi riguarda, sono d'accordo (senza abbracciarne la filosofia tout-court, ovviamente) su alcuni precetti della paleo e, nello specifico, nella necessità di ritornare a mangiare in una maniera il più naturale possibile. Le attuali tecnologie alimentari depauperano quasi totalmente i cibi del loro originario contenuto di micronutrienti, ed i numerosi additivi/conservanti aggiunti non fanno altro che allontanare il cibo dall'essere qualcosa che possa aiutarci a mantenere uno stato di salute ottimale. La mucca pazza, il pollo scemo, la vacca “bombata”, il pesce ricco di mercurio, frutta e verdura piene di diserbanti: ma che diavolo dovremmo mangiare? Se volessimo seguire alla lettera i dettami della paleo, ci “basterebbe” imbracciare una bella lancia, uscire dalla nostra grotta buia ed umida ed andare a caccia. Capite bene l'irrealizzabilità di una paleo “genuina”. D'altronde, se è vero che il grano attuale ha ben poco a che vedere con quello di anche solo un centinaio di anni fa, è altrettanto vero che un piatto di riso, dei focchi d'avena o dei legumi ogni tanto non abbiano mai ucciso nessuno (ovvie intolleranze/allergie fan storia a sè, ovviamente). In definitiva, credo la paleo abbia sicuramente dei punti interessanti (cibo il meno lavorato possibile, livelli di insulina mantenuti sempre entro limiti di accettabilità, grossi quantitativi di verdure e frutta da consumare). Bisogna però essere sempre in grado di mediare quelli che sono dei veri e propri “diktat” alimentari con le esigenze di ognuno di noi. Per quelli che volessero ulteriormente approfondire il tema della paleo, eccovi il sito del suo “ideatore”, Loren Cordain: http://thepaleodiet.com/

sabato 1 novembre 2014

Tricks & Tips: tricipiti a-la Ben Pakulski

Sono sempre stato dell'idea che si impari dai maestri e non certo dagli asini. Date allora un'occhiata a questa piccola "dritta" suggeritavi da Ben Pakulski, che di certo non è un Pinco Pallino qualsiasi. Porsi dal lato opposto al pacco pesi, ed avvicinarsi man mano che si raggiunge il cedimento, permette di eseguire un vero e proprio drop set senza, paradossalmente, la necessità di diminuire il carico. In questo senso qui, gioca grossa importanza l'angolo che si crea tra il polso ed il cavo. Enjoy!

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Prima di seguire un qualsiasi programma nutrizionale e di allenamento, consultate sempre il vostro medico.

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