I primi post riguardanti l'integrazione hanno parlato di proteine in polvere, BCAA, EAA, creatina e glutammina; e tutto ciò non certo per
puro caso. Questi cinque supplementi, infatti, non solo sono i più
venduti ed i più conosciuti dal grande pubblico (eccezion fatta, forse,
per gli aminoacidi essenziali, dei quali spesso si sconosce la funzione e
l'esatta posologia), ma sono anche quelli sorretti, in assoluto, dal
maggior numero di studi scientifici che ne attesti l'efficacia
e l'utilità. Questi integratori funzionano e sono venduti per un
semplicissimo motivo: sono e rimarranno sempre le basi dell'integrazione
sportiva (ricordate che stiamo parlando di bodybuilding). Provate ad
immaginare la supplementazione come una piramide: in basso, la base è
costituita da determinati integratori, e man mano che si sale ci si
sposta verso esigenze sempre più specifiche. Trascurare la “base” della
piramide per passare ai “piani superiori”, è un po' come tirare la
coperta da un lato per scoprire i piedi dall'altro. Via libera
(ovviamente, sempre che ne abbiate DAVVERO bisogno) quindi ad
integratori come arginina, beta-alanina, citrullina e termogenici vari,
fermo restando che i bisogni di base andrebbero sempre e comunque
soddisfatti. Il consiglio che mi sento di darvi è sostanzialmente quello
di evitare di utilizzare, nello stesso periodo, cinque, sei o più
integratori insieme: così facendo non capirete cosa sta davvero
funzionando e cosa, di contro, non faccia al caso vostro. Iniziate con
due, massimo tre prodotti, e da lì (in base alle esigenze dettate da
allenamento e dieta che dovranno sempre svilupparsi di pari passo),
valuterete se aggiungere o cambiare qualcosa. Integrate... con la testa!
venerdì 7 novembre 2014
giovedì 6 novembre 2014
La glutammina
La glutammina è un aminoacido non essenziale che il nostro organismo, in
situazioni normali, è in grado di produrre in maniera regolare. E'
l'aminoacido più abbondante nella nostra muscolatura, rappresentando
circa il 60% del patrimonio aminoacidico totale. E' stato definito un
aminoacido parzialmente condizionante nel senso che, in particolari
condizioni di stress psico-fisico, una sua integrazione può essere
cruciale, dato che il nostro corpo ne richiede un’elevata
quantità. Infatti, la glutammina è ampiamente impiegata dal sistema
immunitario e dall’intestino per rimanere in buona salute, e nei momenti
in cui la produzione endogena non riesce a far fronte a queste
richieste solitamente è la glutammina muscolare a farne le spese (con
conseguente calo della performance). E' inoltre l’unico aminoacido in
grado di passare intatto la barriera emato-encefalica favorendo la
concentrazione (questo ne fa un “asso nella manica” per gli studenti e
tutti quelli che conducono ritmi di vita estremamente frenetici). La
glutammina è un ottimo volumizzatore muscolare (grazie alla sua capacità
di attirare acqua nella cellula muscolare, condizione che – come
avevamo visto per la creatina – è l' “anticamera” della vera e propria
crescita muscolare), favorisce la sintesi proteica, migliora la
concentrazione di leucina nei muscoli, riduce l'affaticamento muscolare
grazie all'azione tampone nei confronti dell'acido lattico e ha anche
una funzione anticatabolica (è uno degli integratori ideali nelle diete
"low carb" per la sua capacità di mantenere la pienezza e durezza
muscolare). E proprio relativamente alle diete “low carb”, è importante
notare che la glutammina riesce anche ad espletare un'importante azione
energetica. E' stato inoltre dimostrato che bassi livelli ematici di
glutammina inibiscono la produzione endogena di GH. Un'altra importante
peculiarità della glutammina è la capacità di favorire la
detossificazione dall'ammoniaca, una sostanza tossica derivante dal
metabolismo proteico. Per risolvere il problema della scarsa stabilità
della glutammina e il fatto che sia largamente assorbita dal sistema
immunitario e dall’intestino, si è ricorso alla glutammina peptidica
(ottenuta dal germe di grano), in grado di avere un’azione più marcata
sulla muscolatura. Negli ultimi anni sono state immesse sul mercato
innumerevoli forme di glutammina, anch’esse più stabili della classica
L-Glutammina grazie ad un legame con sali o gruppi estere: glutammina
AKG, glutammina malato, glutammina etil estere, N-acetil-L-glutammina,
L-alanil-L-glutammina, etc.
In seguito a quanto detto sopra, i momenti migliori per assumere la glutammina sono almeno quattro: appena alzati, pre e post-workout, e la sera prima di andare a dormire.
In seguito a quanto detto sopra, i momenti migliori per assumere la glutammina sono almeno quattro: appena alzati, pre e post-workout, e la sera prima di andare a dormire.
martedì 4 novembre 2014
Paventata pericolosità della dieta iperproteica
Di prove scientifiche che le diete iperproteiche (ovviamente, è sempre da stabilire per chi, ed -iper- in rapporto a cosa!), in un individuo SANO, fossero dannose, non ne esistevano. Ma l'oscurantismo di una certa classe medica ha, da sempre, elevato a quasi mortale un introito proteico superiore ad una teorica "media". Vi posto qui l'articolo di Marco Di Ruscio, tratto da UCoM: la prossima volta che vi diranno "le proteine fan male", potete sbattere loro sul grugno questi dati qui.
UCoM marco di ruscioQuando un medico o un "esperto" (esperienza diretta) continua a diffondere false e infondate...
Posted by United Colors of Muscles on Martedì 28 ottobre 2014
domenica 2 novembre 2014
La paleo dieta
Inizio la rubrica dedicata alle differenti tipologie alimentari con un
approccio che ha fatto, negli ultimi anni, parecchio parlare di sè
presso gli amanti del bodybuilding, dividendoli quasi in due opposte
fazioni: oltranzisti della paleo e detrattori, integralisti della
bistecca e paleoscettici, e chi più ne ha più ne metta. Innanzitutto,
secondo un mio modestissimo parere, la paleo non è assolutamente una
dieta, ma molto più semplicemente una lista di cibi dalla quale
attingere. Viene totalmente abbandonato il concetto di cibo introdotto,
con chirurgica regolarità, ogni 2 ore e mezza/3 ore, ed inoltre anche il
dogma delle porzioni pesate (e soppesate) fino all'ultimo
grammo/caloria viene scardinato. Si mangia a sazietà, e solo quando se
ne ha voglia. Questi due punti di sicuro la allontanano dalla concezione
di dieta solitamente intesa. Ma andiamo con ordine. La paleo si basa
sul concetto che, fino a circa 10.000 anni fa, l'uomo primitivo godeva
di uno stato di salute di gran lunga migliore di quello che oggi
potrebbe essere mediamente definito “stare bene”, ed inoltre godeva di
masse muscolari in grado di far invidia ad un peso medio. L'incidenza di
malattie degenerative sembrava essere molto più bassa dell'attuale; poi
poco contava se a 25 anni finivi divorato da una tigre dai denti a
sciabola (cazzi tuoi!). Muscoli e salute, insomma, e sembra che tutto
dipendesse dal modo in cui i nostri “nonni” mangiavano: cacciatori che
divoravano tanta carne e pesce, meritata ricompensa di estenuanti
battute di caccia e di pesca, il tutto accompagnato da tuberi, vegetali,
bacche, semi e frutta oleosa (nella paleo attuale sono concesse anche
le uova e l'olio extravergine). Per quanto riguarda i cibi vietati:
riso, pasta, cereali, legumi, carboidrati “di mano umana” e zucchero,
latticini in genere. Il passaggio dal nomade allo stanziale comportò
anche un cambiamento delle abitudini alimentari: nacque l'agricoltura, e
l'incertezza delle battute di caccia venne sostituita dalla
rassicurante presenza dei cereali. Se però questo da un lato garantiva
cibo in qualsiasi periodo dell'anno, dall'altro (sempre secondo
l'orientamento paleo) iniziò a generare intolleranze, allergie,
malattie. Al di là del fascino folkloristico che determinati
orientamenti possono generare, va detto che l'estremizzazione non porta
mai a nulla di buono. Per quel che mi riguarda, sono d'accordo (senza
abbracciarne la filosofia tout-court, ovviamente) su alcuni precetti
della paleo e, nello specifico, nella necessità di ritornare a mangiare
in una maniera il più naturale possibile. Le attuali tecnologie
alimentari depauperano quasi totalmente i cibi del loro originario
contenuto di micronutrienti, ed i numerosi additivi/conservanti aggiunti
non fanno altro che allontanare il cibo dall'essere qualcosa che possa
aiutarci a mantenere uno stato di salute ottimale. La mucca pazza, il
pollo scemo, la vacca “bombata”, il pesce ricco di mercurio, frutta e
verdura piene di diserbanti: ma che diavolo dovremmo mangiare? Se
volessimo seguire alla lettera i dettami della paleo, ci “basterebbe”
imbracciare una bella lancia, uscire dalla nostra grotta buia ed umida
ed andare a caccia. Capite bene l'irrealizzabilità di una paleo
“genuina”. D'altronde, se è vero che il grano attuale ha ben poco a che
vedere con quello di anche solo un centinaio di anni fa, è altrettanto
vero che un piatto di riso, dei focchi d'avena o dei legumi ogni tanto
non abbiano mai ucciso nessuno (ovvie intolleranze/allergie fan storia a
sè, ovviamente). In definitiva, credo la paleo abbia sicuramente dei
punti interessanti (cibo il meno lavorato possibile, livelli di insulina
mantenuti sempre entro limiti di accettabilità, grossi quantitativi di
verdure e frutta da consumare). Bisogna però essere sempre in grado di
mediare quelli che sono dei veri e propri “diktat” alimentari con le
esigenze di ognuno di noi. Per quelli che volessero ulteriormente
approfondire il tema della paleo, eccovi il sito del suo “ideatore”,
Loren Cordain: http://thepaleodiet.com/
sabato 1 novembre 2014
Tricks & Tips: tricipiti a-la Ben Pakulski
Sono sempre stato dell'idea che si impari dai maestri e non certo dagli
asini. Date allora un'occhiata a questa piccola "dritta" suggeritavi da
Ben Pakulski, che di certo non è un Pinco Pallino qualsiasi. Porsi dal
lato opposto al pacco pesi, ed avvicinarsi man mano che si raggiunge il
cedimento, permette di eseguire un vero e proprio drop set senza,
paradossalmente, la necessità di diminuire il carico. In questo senso
qui, gioca grossa importanza l'angolo che si crea tra il polso ed il
cavo. Enjoy!
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